Giorgia

Piacere (anche se, lo so, non si dovrebbe dire “piacere” a qualcuno che ancora non si conosce. Ma sono così felice di potermi presentare qui!), sono Giorgia!

Con gli occhi scuri e il carattere indomabile di mamma Paola, sono nata pochi giorni prima del Natale dell’82, perdendomi la più bella vittoria della Nazionale di calcio, e condannandomi a una vita di compleanni solitari e “regali cumulativi”.

 Lo dico perchè a questo si può dare la colpa per due miei grandi difetti: 

1) la mia scarsa passione sportiva, e 

2) la mia essenza un po’ da Grinch.

Sono nata non bolognese, ma meno di 19 anni dopo ho corretto questo errore trasferendomi all’ombra delle due torri per studiare Lingue e Letterature Straniere e specializzarmi poi in Letterature comparate e studi Post coloniali.

Sì perchè, non proprio quando sono nata, ma davvero pochi anni dopo, ho iniziato ad appassionarmi alla Letteratura e alle letterature.

Colpa anche di papà Sergio, che da bambina mi raccontava l’“Odissea” e “Il Signore degli Anelli” ogni volta che era il suo turno di asciugarmi i lunghi capelli.

E qui vengono a galla altri due imperdonabili difetti: 

3) il mio più grande amore letterario di gioventù è stato “Ulysses” di James Joyce e, anche adesso che pendo nettamente più dal lato di Virginia Woolf e ho “madri” letterarie quali Margaret Atwood e Angela Carter, ancora mi eccito tutta quando se ne parla;

4) sono diventata un pochino nerd.

Gli anni dell’università sono stati belli. Bologna, dove ho scoperto di amare caffè e postmodernismo, ma anche di essere affascinata dalla letteratura popolare, era così bella. 

York, dove ho trascorso i mesi dell’Erasmus a bere maxi cappuccini, mangiare muffin e studiare per lo più letteratura femminista, era così meravigliosa. 

Siviglia, dove ho trascorso una torrida estate tra Tio Pepe e un tirocinio col progetto Leonardo, era stupenda.

L’Europa, che ho iniziato a esplorare il più possibile, era incredibile.

Ah, forse non l’ho detto, difetto numero…

5) sono un Sagittario. Non ho una gran capacità di starmene ferma. 

Poi è arrivata l’età adulta. Oggi la mia famiglia, nella quale le star indiscusse sono due gattone giganti, Max(ine) e Chloe (sì, i nomi vengono dal videogioco “Life is strange”), vive in una bella casetta tra Bologna e la pianura.

Il lavoro, per molti anni, è stato quello di progettare, organizzare, coordinare corsi di formazione professionale. Ho dato anima e corpo (e mooolte ore extra) a questo lavoro, ma ci è voluto poco a capire che avevo bisogno di altro.

Nel 2014, con Marilisa, ho fondato l’Associazione Diciottoetrenta, che è stato il primo passo verso quello che siamo oggi. Gli anni della Diciottoetrenta sono stati pieni, molto pieni. E ricchi di progetti, stimoli, persone. 

Anni in cui sono diventata praticamente una budriese adottiva.

E insomma, penso sia evidente: il mio percorso mi ha portata qui. 

Ci vediamo nella Terza Stanza!

So long, and thanks for all the fish!