Chi siamo

Chi siamo

La Terza Stanza è una libreria indipendente di proposta.

Sembra una frase semplice, ma dietro questa affermazione c’è una storia.

La terza Stanza è nata il 16 novembre 2020, che ha segnato l’inizio della prima “zona arancione” (ricordate?) dell’Emilia Romagna. Alle librerie, considerate realtà in grado di fornire beni di primaria utilità, le normative di emergenza emanate durante la pandemia Covid-19 consentivano di rimanere aperte in qualsiasi momento.

Ma, quando ha aperto, La Terza Stanza era una libreria con caffetteria. E ha comunque aperto quel giorno, con l’entusiasmo di un sogno che si realizza.

Il sogno di Giorgia e Marilisa, naturalmente.

Tra una normativa e l’altra, abbiamo iniziato a farci conoscere alle persone che entravano. Abbiamo iniziato a organizzare aperitivi con l’autore. Abbiamo iniziato a proporre nuove idee. Abbiamo inaugurato salotti letterari. Abbiamo creato un gruppo di lettura meraviglioso. E nel mentre abbiamo preparato brunch, studiato cocktail, fatto conoscere il caffè filtro (quello buonissimo) a tutti.

Come ogni progetto, anche La terza Stanza si è evoluta ed è cambiata di giorno in giorno. Ad un certo punto ci siamo rese conto che la gestione della caffetteria non aveva più molto da dare al territorio, e che la nostra vocazione da libraie ci chiamava più forte e desiderava tutta la nostra attenzione.

Dal 1 gennaio del 2024 La Terza Stanza è una libreria indipendente di proposta. “Solo” una libreria. Tutto il mondo che c’è in una libreria.

Giorgia

Giorgia

Piacere (anche se, lo so, non si dovrebbe dire “piacere” a qualcuno che ancora non si conosce. Ma sono così felice di potermi presentare qui!), sono Giorgia!

Con gli occhi scuri e il carattere indomabile di mamma Paola, sono nata pochi giorni prima del Natale dell’82, perdendomi la più bella vittoria della Nazionale di calcio, e condannandomi a una vita di compleanni solitari e “regali cumulativi”.

 Lo dico perchè a questo si può dare la colpa per due miei grandi difetti: 

1) la mia scarsa passione sportiva, e 

2) la mia essenza un po’ da Grinch.

Sono nata non bolognese, ma meno di 19 anni dopo ho corretto questo errore trasferendomi all’ombra delle due torri per studiare Lingue e Letterature Straniere e specializzarmi poi in Letterature comparate e studi Post coloniali.

Sì perchè, non proprio quando sono nata, ma davvero pochi anni dopo, ho iniziato ad appassionarmi alla Letteratura e alle letterature.

Colpa anche di papà Sergio, che da bambina mi raccontava l’“Odissea” e “Il Signore degli Anelli” ogni volta che era il suo turno di asciugarmi i lunghi capelli.

E qui vengono a galla altri due imperdonabili difetti: 

3) il mio più grande amore letterario di gioventù è stato “Ulysses” di James Joyce e, anche adesso che pendo nettamente più dal lato di Virginia Woolf e ho “madri” letterarie quali Margaret Atwood e Angela Carter, ancora mi eccito tutta quando se ne parla;

4) sono diventata un pochino nerd.

Gli anni dell’università sono stati belli. Bologna, dove ho scoperto di amare caffè e postmodernismo, ma anche di essere affascinata dalla letteratura popolare, era così bella. 

York, dove ho trascorso i mesi dell’Erasmus a bere maxi cappuccini, mangiare muffin e studiare per lo più letteratura femminista, era così meravigliosa. 

Siviglia, dove ho trascorso una torrida estate tra Tio Pepe e un tirocinio col progetto Leonardo, era stupenda.

L’Europa, che ho iniziato a esplorare il più possibile, era incredibile.

Ah, forse non l’ho detto, difetto numero…

5) sono un Sagittario. Non ho una gran capacità di starmene ferma. 

Poi è arrivata l’età adulta. Oggi la mia famiglia, nella quale le star indiscusse sono due gattone giganti, Max(ine) e Chloe (sì, i nomi vengono dal videogioco “Life is strange”), vive in una bella casetta tra Bologna e la pianura.

Il lavoro, per molti anni, è stato quello di progettare, organizzare, coordinare corsi di formazione professionale. Ho dato anima e corpo (e mooolte ore extra) a questo lavoro, ma ci è voluto poco a capire che avevo bisogno di altro.

Nel 2014, con Marilisa, ho fondato l’Associazione Diciottoetrenta, che è stato il primo passo verso quello che siamo oggi. Gli anni della Diciottoetrenta sono stati pieni, molto pieni. E ricchi di progetti, stimoli, persone. 

Anni in cui sono diventata praticamente una budriese adottiva.

E insomma, penso sia evidente: il mio percorso mi ha portata qui. 

Ci vediamo nella Terza Stanza!

So long, and thanks for all the fish!

Marilisa

Marilisa

È sempre difficile parlare di se stessi, specie se non si è sicuri che chi sta leggendo non si annoi troppo. Sicché, la farò breve!
Sono nata in quel di Medicina nella fredda notte del 27 gennaio 1982 con occhi scuri e capelli corvini tanto che mi chiamavano la cambogiana. Ovviamente identica a mio padre, il Signor Mainardi, ho poi mosso i primi passi a Budrio, in una grande casa all’interno di un bel cortile con cugini, zii, nonni e parenti ascendenti e collaterali.

La figura che mi è stata sempre d’ispirazione nella mia famiglia dai nomi romani, è quella del nonno Graziano che, negli anni ‘60, partendo dal niente, ha fondato una florida azienda nell’ambito della meccanica agricola.

Da bambina con molti sogni e velleità di scrittura, ho passato le eterne estati dell’infanzia a leggere libri e a scriverne. Da ragazzina ho scoperto i grandi amori della mia vita che sono il gotico e il noir; se alle elementari leggevo Agatha Christie e alcuni romanzi pubblicati nella mitica collana Gaia Junior di Mondadori, da un po’ più grande ho iniziato ad amare molto H.P.Lovecraft, Poe, Hoffmann e altri del genere.
Mi sono iscritta al corso di laurea in Storia, scegliendo per entrambe le tesi un percorso legato al patrimonio industriale. Ebbene sì, insieme alla storia romana, la storia industriale è la mia altra grande passione.

Laureata a pieni voti e gonfia di speranze ho cercato di capire come avrei potuto sfruttare le mie competenze per guadagnarmi da vivere. Se la vita è andata da un’altra parte, portandomi ad occuparmi di logistica in un’azienda di Budrio che tratta di diagnostica oncologica, sono stata anche la Presidente dell’Associazione che ho fondato insieme a Giorgia, la Diciottoetrenta. Oltre alle numerose collaborazioni con il Comune di Budrio ho continuato a leggere, scrivere, combinare pasticci creativi e, beh, ho incontrato anche mio marito, Daniele.

Insieme abbiamo fatto tre traslochi, viaggi spettacolari, adottato due gattine nere che si chiamano Mirlo e Ella e Libero, nato nell’agosto del 2018.