È sempre difficile parlare di se stessi, specie se non si è sicuri che chi sta leggendo non si annoi troppo. Sicché, la farò breve!
Sono nata in quel di Medicina nella fredda notte del 27 gennaio 1982 con occhi scuri e capelli corvini tanto che mi chiamavano la cambogiana. Ovviamente identica a mio padre, il Signor Mainardi, ho poi mosso i primi passi a Budrio, in una grande casa all’interno di un bel cortile con cugini, zii, nonni e parenti ascendenti e collaterali.

La figura che mi è stata sempre d’ispirazione nella mia famiglia dai nomi romani, è quella del nonno Graziano che, negli anni ‘60, partendo dal niente, ha fondato una florida azienda nell’ambito della meccanica agricola.

Da bambina con molti sogni e velleità di scrittura, ho passato le eterne estati dell’infanzia a leggere libri e a scriverne. Da ragazzina ho scoperto i grandi amori della mia vita che sono il gotico e il noir; se alle elementari leggevo Agatha Christie e alcuni romanzi pubblicati nella mitica collana Gaia Junior di Mondadori, da un po’ più grande ho iniziato ad amare molto H.P.Lovecraft, Poe, Hoffmann e altri del genere.
Mi sono iscritta al corso di laurea in Storia, scegliendo per entrambe le tesi un percorso legato al patrimonio industriale. Ebbene sì, insieme alla storia romana, la storia industriale è la mia altra grande passione.

Laureata a pieni voti e gonfia di speranze ho cercato di capire come avrei potuto sfruttare le mie competenze per guadagnarmi da vivere. Se la vita è andata da un’altra parte, portandomi ad occuparmi di logistica in un’azienda di Budrio che tratta di diagnostica oncologica, sono stata anche la Presidente dell’Associazione che ho fondato insieme a Giorgia, la Diciottoetrenta. Oltre alle numerose collaborazioni con il Comune di Budrio ho continuato a leggere, scrivere, combinare pasticci creativi e, beh, ho incontrato anche mio marito, Daniele.

Insieme abbiamo fatto tre traslochi, viaggi spettacolari, adottato due gattine nere che si chiamano Mirlo e Ella e Libero, nato nell’agosto del 2018.